In bici al lavoro…..

Prima di iniziare a cercare di analizzare l’attività che vede alcune persone  andare al lavoro in bici sarebbe meglio fare un po’ di chiarezza attorno al nome. Il fenomeno notoriamente è conosciuto con la derivazione inglese di Bike to work (in alcune varianti anche come Bike2work o ancora come b2w). Questo non perché siamo spinti a un utilizzo chissà per quali motivi alle parole inglesi, ma solo perché i primi casi di bici al lavoro sono nati nelle culture anglosassone e poi successivamente ripresi in USA. A dar conforto a ciò basti pensare che dal lontano 1956 negli Stati Uniti D’America viene organizzato il Bike-to-Work Day, esso solitamente cade la terza domenica di maggio. Allo stato attuale questo modo di fare si sta affermando in tutto il mondo, qui da noi può essere tradotto letteralmente come “con la bici al lavoro

Un’ennesima distinzione vede l’utilizzo della bici non propriamente legata a raggiungere il posto di lavoro, si parla delle piccole quotidiane incombenze (fare un po’ di spesa, andare a comprare qualcosa, fare visita a parenti ed amici), incombenze nella quale di solito viene utilizzato un mezzo a motore, in questo caso non si può parlare di Bike2work ma di “ciclismo urbano”, concetto che però è molto vicino al b2w.

Fatto questo piccolo ma necessario prologo passiamo adesso a parlare di ciò che succede in Italia. Io da piccolo cicloviaggiatore quale sono ho iniziato ad andare al lavoro mentre stavo preparando il mio “A Londra ma …in bici”, la mia idea era quella di accumulare più chilometri possibili in vista del mio viaggio. La cosa mi è piaciuta cosi tanto che di fatto non ho più smesso.

Al di la della mia storia personale mi sembrava però curioso come molti, soprattutto dalle mie parti, (la Sicilia notoriamente non ha un clima artico) non utilizzassero la bici per gli spostamenti quotidiani, ma la relegassero solamente come “mero strumento atto all’esercizio fisico all’aperto”, (la definizione mi è stata data da un mio amico ciclista), evitando in maniera quasi scientifica dall’utilizzarla durante le normali giornate.

Ho lanciato allora tre sondaggi su un gruppo facebook molto frequentato e le risposte che ne sono derivate danno margini ad una riflessione abbastanza “importante”, riflessione che però si scontra con almeno due precisazioni:

  1. Il sondaggio ha valori puramente indicativo
  2. Il gruppo facebook dove è stato effettuato è formato da cicloviaggiatori, persone cioè che per decisione già radicata fanno un uso intensivo della bici.

Le domande e le risposte

Detto questo partiamo dal perché i nostri amici vanno al lavoro in bici, in questo caso il sondaggio ha raccolto 420 voti (almeno quando stavo scrivendo ciò che leggete) perciò diciamo che la base numerica è abbastanza ampia. Al di la di alcune risposte simpaticissime (tipo quella di chi usa la bici perché gli hanno ritirato la patente) si scopre che chi va al lavoro utilizzando la bici è spinto a farlo per comodità (123 voti) a seguire il piacere di tenersi allenati (91) e in terza posizione per avere un risparmio economico (69), 34 persone invece (quasi il 10%) usa invece la bici per aiutare l’ambiente, queste risposte meritano una menzione speciale perché riprendono appieno le problematiche legate al nostro pianeta cosi tanto attuali nell’ultimo periodo.

Leggendo le risposte diciamo che ci sono poche sorprese, alcuni infatti prediligono l’utilizzo della bici allo scopo di non avere problemi di parcheggio, di ZTL (soprattutto nelle grandi città), e ancora allo scopo si evitare i mezzi pubblici con i relativi orari astrusi. Da non sottovalutare il risparmio economico, personalmente io non avevo mai fatto conti in proposito. Leggere la motivazione mi ha portato a pensare che negli ultimi mesi ho “risparmiato” circa 1500 km di macchina, cosa che  sicuramente significa un risparmio di denaro, con quei soldi non ci potrò di certo andare ai Caraibi ma una buona cena con la mi famiglia sicuramente ci esce.

La successiva domanda tendeva a conoscere con quale bici si va al lavoro. In questo caso i partecipanti sono stati 136, di questi la maggior parte utilizza una MTB o Trekking Bike, pochi quelli che preferiscono la bici da corsa, quasi nessuno utilizza la e-bike (solo 2). Relativamente a questa domanda la sorpresa maggiore è quella appunto della bicicletta elettrica, personalmente utilizzo una MTB ma vedo almeno 3 persone della mia zona che utilizzano la e-bike, credevo per questo che il sondaggio riportasse più voti relativamente alle elettriche. La motivazione che mi do è che probabilmente il gruppo facebook non vede una grossa partecipazione degli amanti delle bici elettriche

L’ultima domanda è invece quella che ha avuto un esito più combattuto, cercando di capire perché la gente NON va al lavoro in bici. Le risposte sono state quasi equamente divise tra la “mancanza di strutture su luogo di lavoro” e “mancanza di piste ciclabili”. La vittoria è andata alle manchevolezze sul luogo di lavoro per pochissimo (61 a 58). Accorpando le due mancanze ne viene fuori che più della metà di chi ha risposto si deve arrendere per le deficienze altrui. In terza posizione (abbastanza staccata) c’è la lunghezza del percorso, 12 persone invece evitano per paura che la bici venga loro rubata mentre sono al lavoro.

Conclusioni

Le prime impressione che ne derivano è che il Bike2Work potrebbe avere uno sviluppo abbastanza interessante soprattutto perché vi è molta gente attratta da quello che per alcuni diventa uno stile di vita (almeno per me lo sta diventando). Dovrebbero però intervenire in maniera forte le istituzioni locali allo scopo di rendere la pratica di uso comune, e lo potrebbero fare in primis incentivando la costruzione di piste ciclabili sicure o quanto meno protette, e in secondo luogo fornendo incentivi alle imprese che predispongono locali atti a permettere una doccia ai loro lavoratori. (o quanto meno uno spogliatoio attrezzato con armadietti sicuri dove lasciare la propria roba e con posti sicuri per la bici).

E allora perché tutti insieme non facciamo qualcosa per ottenere queste piccolezze????

Domenico

Ps non volevo tediarvi allungando questo scritto ma presto vi dirò come mi sono organizzato io…..

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *