A Londra…ma in bici!

E’ da un pò ormai che ci “lavoro” e alla fine la preparazione è arrivata in fase avanzata. All’inizio di Giugno inizierò un viaggio a Londra, una delle più grandi città europee, meta ambita da tutti coloro che amano viaggiare. Voi direte dove sta la novità?  Io vi rispondo che sta nel mezzo di locomozione…la bicicletta!

Si avete capito bene, oltre 2700 km, il superamento delle Alpi, quattro nazioni da attraversare (Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra) un mesetto di viaggio e tanta, ma credo tanta avventura unita a una buona dose di adrenalina allo stato puro. Per la partenza ho programmato orientativamente il 3/6/19, ed è per questo che ho messo in alto a destra del sito un Countdown Timer impostato su quella data.

Ne sto parlando spesso, e molti mi domandano perchè di questa mia scelta, in verità non c’e’ un’unica motivazione ma un crescendo di  “situazioni” che mi hanno spinto a fare questa “pazzia”.

C’e’ la voglia di mettersi in gioco alle soglie dei cinquantanni, con la consapevolezza che non si ha più quell’incoscienza da ventenni, ma con la sicurezza che si possiede la maturità delle persone che hanno i capelli bianchi (nel mio caso anche la barba bianca)

C’e’ la voglia di far capire che nella vita nulla è impossibile, le nuove generazioni questo lo capiscono solo in parte, ma voglio far capire a tutti nel mio piccolo, che con costanza, perseveranza e determinazione tutto è possibile, anche le cose che sembrano a prima vista…impossibili.

C’e’ il piacere della bici, un mezzo che ti impone la fatica della verità, quella fatica che viene dalla stanchezza ma che ti porta a godere di una soddisfazione  unica quando raggiungi un obiettivo.

C’e’ la voglia di aiutare altre persone, visto che il viaggio avrà anche uno scopo benefico, quello di far conoscere l’ADMO (un’associazione nazionale che si occupa di recepire potenziali donatori di midollo osseo).  Ho avuto il piacere di aver conosciuto i responsabili della Sezione “Manfredi SALEMME” di Milazzo, persone che hanno il volontariato nel cuore, e che sacrificano il loro tempo per far conoscere come la donazione di midollo possa salvare vite umane.

Porterò con me la bandiera dell’ADMO, ma anche il vessillo della Misericordia, nello specifico quella di Spadafora, unassocazione fatta di persone uniche e sempre disponibili ad aiutare. (che sia per un trasporto di infermi o per una calamità).

Orgogliosamente porterò con me le loro bandiere, bandiere che conosceranno, lo stretto di Messina, Pompei, Piazza San Pietro, Firenze, il Gran San Bernardo, le campagne francesi, le scogliere di Dover, la Cattedrale di Canterbury e infine il Big Ben.

Ci sarà il piacere di far conoscere il mio lavoro, un lavoro che svolgo da quasi trentanni sul mare, e che come questo viaggio ha la particolarità di essere avventuroso ma pragmatico, difficile ma soddisfacente, movimentato ma che impone riflessione, forse molto diverso da questo viaggio ma allo stesso tempo uguale per “comunanza” d’intenti.

Ci sarà il piacere di un’avventura non facilmente ripetibile, perche questo sarà il mio Spadafora-Londra, un avventura unica e magnifica che condividerò con quanti avranno la pazienza di seguirmi. Perche tanti saranno i modi per riuscire a sapere cosa sto facendo, qui sul sito, su instagram, su facebook, con WhattsApp, su Strava,. Potrete seguirmi, darmi del pazzo, aiutarmi con i vostri consigli (già alcuni lo stanno facendo), parlarne in giro, appendere le locandine (che spero di fare), sponsorizzarmi (con lo scopo di aiutare a fare del bene), condividere i miei post….insomma tutto quello che volete.

Prossimamente inoltre proverò a farvi conoscere il percorso, un percorso che si snoderà fino a Roma per poi innestarsi sulla Francigena (una vecchia via di camminamento), passerà da Aosta e dal Gran San Bernardo e si farà tutta la Francia, passando per luoghi che hanno fatto la storia del vecchio continente.

E allora ……Keep calm and ….work in progress.

Politica, fake news e ….lavoro nero.

Non mi piace tirare in mezzo i genitori dei politici…..non mi è mai piaciuto.

Ognuno risponde delle proprie azioni, e una delle azioni del Vice Premier Di Maio è quella di aver tirato in mezzo i genitori di altri.

Non mi interessa se Antonio Di Maio dava lavoro nero, compiva abusi edilizi, copriva infortuni sul lavoro, cosi come non mi interessava le false fatturazioni di Tiziano Renzi o quello che combinava la famiglia della Boschi.

E’ troppo facile dire adesso “mio padre ha commesso errori”, probabilmente li hanno commessi anche altri…..
E’ troppo facile dire adesso “tutti puntano i fari sul Movimento”, probabilmente i fari erano accesi su altri anche prima…
E’ troppo facile dire adesso “Vedrò quello che è successo e vi farò sapere”, sono le stesse parole che dicevano altri…

Di Maio non mi è mai piaciuto, troppo perfettino per i miei gusti…..credo che la sua leadership sia dannosa al Movimento, i fatti lo stanno confermando appieno.

Domenico.

Lampedusa in Bike.


Un’isola in cui a molte persone viene il Mal d’Africa, quello stato d’animo fatto di nostalgia intensa e ritorno alle origini che accomuna tutti coloro che sono stati nel grande continente africano.

Di fatto Lampedusa è una porzione di terra africana appartenente all’Italia, uno scoglio brullo ma bellissimo, in cui panorami mozzafiato si perdono nel grande blu del mare.

Sono stato più volte sull’isola, non in ferie ma per lavoro, e alla fine mi sono deciso a rendere pubbliche alcune mie sensazioni legate all’isola e alla …bici.

Inizialmente un consiglio, sia se si viene in aereo che in nave è meglio noleggiare la bike sull’isola, in questo caso meglio una MTB bella robusta capace di affrontare le strade sterrate di cui Lampedusa è piena, consiglio comunque di prenotare prima anche perché durante la stagione estiva la gente è veramente tanta e le bike a disposizione veramente poche.

L’isola in se non è grandissima in estensione, circa 11 Km X 4 Km, per questo in due o tre escursioni di un paio di orette è possibile visitarla tutta, senza fretta e con il tempo di assaporarla nella sua interezza. Personalmente ultimamente ci sono stato nel Settembre e nell’Ottobre 2018 e queste sono le sensazioni che ho avuto.

Una delle strade sicuramente da fare è quella che da capo Grecale arriva a capo Ponente, la strada interamente asfaltata, anche se in maniera approssimativa, corre sul versante Nord dell’isola e permette di vedere degli scorci veramente fenomenali.

Si viaggerà pedalando all’interno di un paesaggio brullo e senza alberi (ricordatevi di mettere nello zaino una bottiglia d’acqua), si attraverserà il 35° parallelo e alla fine si arriverà all’incrocio che ci porta a capo Ponente.

Particolarità nella particolarità di questa parte di isola lo scoglio conosciuto come “la vela”, esso si trova in prossimità di capo Ponente, che tra le altre cose è la parte più alta dell’isola. Affacciarsi (raccomando molta circospezione) e guardare all’orizzonte vedendo il mare che si perde all’infinito, o ancora guardare la piccola isola di Lampione sono delle sensazioni uniche e indescrivibili.

Se si vuole una piccola strada porta a cala Pulcino. Lasciata la bike sulla strada (i furti sono pochi ma un catenaccio non fa mai male) se si vuole si potrà affrontare la discesa che porta alla caletta, ci si ritroverà in mezzo a un sentiero scosceso pieno di alberi (il pensiero è stato quello di non essere a Lampedusa) e alla fine dopo mezz’oretta si arriverà al mare. Qui nella maggior parte dei giorni si potrà vedere l’acqua di un colore stupefacente, basti pensare che si ha l’impressione che le barche siano sospese e che esse non galleggino sul mare.

Per il ritorno da capo Ponente si potrà poi scegliere la strada che percorre il lato sud dell’isola. La rotabile passa proprio in prossimità dell’Isola dei Conigli, universalmente riconosciuta come una delle spiagge più belle del mondo. Un’altra sosta è d’obbligo e con essa un’altra scarpinata (non è possibile portare la bici in spiaggia) qui oltre il bagno nelle magnifiche acque cristalline, nei mesi di Luglio e Agosto si potrà assistere alla nidificazione delle tartarughe carretta carretta.

Ripartiti dai Conigli meglio se dopo aver fatto uno spuntino (buonissime le barrette Ultimate) in direzione Lampedusa dopo qualche chilometro si arriva al bivio per Cala Madonna, un paio di centinaia di metri di sterrato ed eccoci di nuovo sul mare che si affaccia a sud, con gli occhi che si perdono nell’orizzonte infinito.

La seconda giornata potrà invece essere dedicata all’escursione nella parte Est dell’isola. Si potrà iniziare percorrendo un facile sterrato che porta alla Porta D’Europa, un monumento dedicato alla migrazione costante degli extracomunitari provenienti dall’Africa. Qui l’atmosfera non è gioiosa come nelle altre parti dell’isola ma riflessiva, con la mente che inevitabilmente correrà alle tante tragedie che questo ramo di mare ha visto negli anni.

Lasciata la porta D’Europa si potrà costeggiare l’aeroporto ed arrivare a cala Francese, e tramite una piccola escursione “fuori pista” a Punta Sottile, estremità Est di Lampedusa passando si scorge anche la grotta del bue marino. Da qui usando un fuori pista bellissimo che corre a picco sul mare (ma non adatto ai deboli di cuore) si potrà superare la recinzione dell’aeroporto e tramite uno sterrato andare a Cala Uccello e successivamente a Cala Pisana.

Il resto della giornata la si potrà impiegare girando per le viuzze del centro, sorbendo un aperitivo nei tanti bar dell’isola pedonale o gustando una bella frittura a base di triglie (molto più grosse e saporite di quelle che si trovano altrove).

Finisco dicendo che le bike utilizzate erano in “prestito” entrambi 26’’ non della mia misura, ma con calma e senza neppure troppo fatica sono servite allo scopo.

Ed ecco come al solita cartina e dati tecnici

Km totali giro isola : 33.3 (fonte Strava)
Dislivello : 680 (fonte Strava)
Domenico Romano