I teatrini spadaforesi….

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Dopo le elezioni regionali abbiamo assistito al solito teatrino spadaforese, con molti “politici” paesani (o pseudo politici) che hanno alzato le mani al cielo dicendo che non potevano mantenere le promesse fatte, perché il loro “santo” non era salito in paradiso (vedi ARS).

Chi ne capisce sa che il loro “”santo” in paradiso non ci sarebbe potuto mai salire, visto che la lista dove stava era fortissima e soprattutto vista anche la diminuzione di appeal, spesso dovuto proprio a molti politici paesani (o pseudo politici), che nel passato hanno promesso senza mantenere.

Ma il teatrino imponeva un interessamento plateale e incondizionato e cosi è stato. Il teatrino imponeva ricucire i fili con alcuni ex amici (evviva la coerenza) e cosi è stato. Il teatrino spero adeso imponga un’uscita definitiva (ma cosi non sarà).

E allora continuiamo con i teatrini, d’altronde la politica, quella sbagliata, si poggia su questo e soprattutto su promesse che come nelle migliori sceneggiature non saranno mai mantenute.

Domenico

Sua maestà …il Colosseo.

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L’attesa di partire è una parte integrante del viaggio, ultimamente a causa della grande rete questa affermazione ha preso una valenza diversa, ma ancora rispecchia appieno il piacere di viaggiare.

L’attesa di conoscere un posto nuovo, perdersi nel pensare cosa si troverà, programmare le visite dei posti che poi si vedranno, questo è per me l’inizio stesso del viaggio.

Ricordo il mio primo viaggio da solo, era per fare un concorso e io appena diciassettenne senza conoscere nulla della vita che c’era fuori dal mio paesino, partii senza informarmi di nulla e con nessuno.

Finito il concorso mi ritrovai a vagare per una città che per me era sconosciuta, Roma, cercando nel pomeriggio a mia disposizione prima di riprendere il treno (allora si viaggiava SOLO in treno) di trovare il Colosseo.

Non so a quante persone domandai la strada (allora non c’erano GPS ma solo cartine) ma so la mia soddisfazione nel momento in cui uscendo dalla metropolitana mi trovai al suo cospetto.

Quanta gente che c’era…forse è quello che mi è rimasto più impresso, di tutte le età e razze, tutti a cercare lo scorcio migliore per ammirare l’antico anfiteatro.

Girai anch’io attorno ad esso e poi mi fermai estasiato a guardare la gente che camminava, una fiumana come mai avevo visto a Spadafora se non alla festa del paese (che purtroppo imperterrita sopravvive).

Persi tanto di quel tempo che quasi stavo perdendo il treno, ma fu per me un’esperienza nuova e del tutto soddisfacente.

Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma ritornare nella città eterna mi riporta alla memoria a quei giorni, giorni che spero siano identici per ogni giovane diciassettenne che inizia a viaggiare ai nostri tempi.

Domenico

Ciò che non ha mai visto ..

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“ciò che non hai mai visto… lo trovi dove non sei mai stato”

Mai frase è stata più indicativa, almeno per me.

In poche parole è racchiusa l’essenza del vero viaggiatore, colui che gira per scoprire, che viaggia per conoscere, che vola per perdersi nelle nuove conoscenze.

Si può conoscere solo viaggiando, e si può viaggiare solo avendo la curiosità di farlo.

Parlerò a volte nei prossimi post della mia inguaribile voglia di viaggiare, una voglia che mi porterà a scrivere qualcosa dei posti che ho visitato, cercando di dare una nuova visione del mondo che esiste fuori da Spadafora.

Non saranno diari di viaggi, per quello è piena la rete, ma scorci di ricordi che sono rimasti nella mia mente, in peregrinazioni che ho fatto in Italia e all’estero.

Forse saranno post un po’ più lunghi del solito ma…spero di non annoiarvi.

Domenico