Come sto organizzando il mio “a Londra …ma in bici” (I^ parte)

Visto che spesso in rete si sentono richiedere dei consigli riguardo l’organizzazione di un viaggio in bici, cerco di dare, con la mia piccola esperienza, una risposta a qualcuno dei quesiti di chi si approccia per la prima volta con le difficoltà dell’organizzazione.

Un piccolo prologo è necessario, anche se personalmente si potrà scegliere di organizzarsi in un altra maniera, il percorso organizzativo che io ho fatto è dettato dall’esperienza personale perciò è suscettibile di variazioni.

Io nel prossimo “A londra …ma in bici avevo in mente la destinazione (visto che ho un figlio a Londra) e sono partito da li, altri potrebbero partire dai giorni a disposizione, dai chilometri che vogliono fare, dal piacere di raggiungere un determinato luogo, etc etc.

Decisa la destinazione sarebbe opportuno valutare le “opzioni percorso” relativamente a quello che si vorrà fare, con particolare attenzione a ciò che la strada offre. Ad esempio nel mio caso vi è la presenza della Francigena, strada a lunga percorrenza che io percorrerò, ma non solo quella, la scelta dipende da tanti fattori. Nel mio caso ha influito parecchio la presenza di strutture ricettive pellegrine, la voglia di trovare altri viaggiatori, il piacere di condividere un viaggio che molti definiscono “mistico”. Essendo una strada abbastanza sfruttata, in rete si trovano delle buone guide, ho provveduto ad acquistarne una e diciamo che non me ne sono pentito (qui la mia “mini recensione”).

La scelta del percorso (e soprattutto dei fondi stradali che si troveranno) porterà alla scelta dei componenti della bici (o in alcuni casi della bici stessa). In questa scelta consiglio di basarvi sul buon senso, inutile partire con una bdc con copertoncini se poi vi ritroverete per gran parte del tempo su sterrati fangosi, so che sembra un consiglio stupido ma molti soprattutto alle prime esperienze incorrono in problematiche di questo tipo. Analizzate anche come arrivare sul luogo di partenza o come ritornare dal luogo di arrivo, le opzioni sono tante, si va dai corrieri al ritorno in aereo, dalle ferrovie fino al ritorno in bici (in questo caso il percorso dovrà essere “circolare”), qui la discriminante da attenzionare è soprattutto il tempo a disposizione, con i tempi morti di viaggio che dovranno essere analizzati con attenzione.

Un’altra scelta da fare in maniera preventiva è quella legata all’organizzazione del dormire e mangiare. Se si sceglie la soluzione Sacco a pelo e fornelletto bisogna contemplare lo spazio sulla bici, se invece si vuole andare in B&B e appoggiarsi ai ristoranti si avrà più spazio a disposizione ma si dovrà aumentare il budget. Molti decidono di optare per un “sistema misto”, è una scelta condivisibile soprattutto quando il viaggio è lungo e si vuole risparmiare qualche centinaio di euro.

Altra questione da affrontare il “timing” di partenza, analizzare il tempo meteorologico che si troverà non fa mai male, per questo si potrà senza ombra di dubbio affidarsi ai vari siti internet che offrono lo storico del meteo, perderci qualche ora in fase di preparazione permetterà di non farsi trovare impreparati, serve infatti una buona programmazione per gli indumenti da portare appreso (che per inciso ruberanno spazio in borsa). Va da se che se si parte in inverno l’abbigliamento invernale sarà la parte più importante del bagaglio, non scordatevi poi che se si dorme in tenda l’attrezzatura dovrà essere adeguata, in tale contesto è meglio spendere qualcosina in più invece di ritrovarsi con la tenda che fa acqua da tutte le parti o con il sacco a pelo che non protegge dall’umidità.

Fatte tutte queste scelte, che io definsco preparatorie, si passerà all’organizzazione vera e propria del viaggio, ma di questo parleremo la prossima volta….

Domenico.


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