Graziella vive.

Graziella_Campagna

Graziella era nata il 3 luglio del 1968, circa due anni prima di me. Figlia di una Sicilia laboriosa, onesta e corretta. Graziella lavorava per aiutare la sua famiglia, lavorava in nero in un paesino in cui la fortuna era trovare lavoro, paesino tranquillo in cui tutti si conoscevano e il maresciallo dei carabinieri era l’istituzione. Graziella è morta 30 anni fà (12/12/1985), era una sera di inverno fredda, come il cuore di chi ha sparato quei cinque colpi di lupara. La sua morte è stata decisa perché aveva visto, per sbaglio, un documento che non doveva vedere, è morta non per ciò che sapeva, ma perché forse avrebbe potuto sapere. Graziella era stata ritrovata, sepolta, dimenticata, la sua morte era una morte minore, sacrificata sull’altare di collusioni che interessavano molti. Graziella ha trovato giustizia grazie alla testardaggine, alla bravura, all’intuito del fratello, appuntato dei carabinieri che è riuscito a sbrogliare il bandolo di una matassa intrigata, che vedeva il coinvolgimento di mafiosi, pezzi dello stato, gente comune.

Graziella oggi avrebbe avuto 47 anni, sicuramente avrebbe avuto una famiglia, l’affetto dei fratelli e degli amici, avrebbe coltivato il piacere delle piccole cose, avrebbe goduto di una vita che purtroppo gli hanno rubato. Non si vive di ricordo ma senza ricordo sicuramente si muore, quel ricordo che anno dopo anno, molti ma non tutti, continuano ad avere per Graziella.

Ho avuto il piacere, la fortuna e l’onore di conoscere parte della famiglia di Graziella, mi pregio dell’amicizia del fratello Pietro, quel carabiniere che grazie alla sua testardaggine, e alla sua bravura, riuscì a non far morire per la seconda volta una povera ragazza di 17 anni. Ed è per questo che io lo ringrazio, perché paradossalmente grazie al ricordo di Graziella e alla sua giovane vita rubata, possiamo ogni anno dire…..la mafia è una montagna di merda.

Domenico

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