Qualche pedalata nel Sulcis.

La Sardegna: terra aspra, dura, forgiata dal Maestrale, ma magnifica nella sua immensa bellezza.

Ultimamente ho trascorso un paio di settimane nel Sulcis, precisamente a Sant’Antioco. Da grande appassionato di bicicletta, e soprattutto grazie all’amico Carmelo che mi ha prestato una bici, ho percorso circa 700 chilometri, con 3.500 metri di dislivello, attraversando luoghi spettacolari e godendomi una terra che, per me, resta semplicemente magnifica.

Un piccolo prologo è però necessario. Ho vissuto in Sardegna per sei anni, nei primi anni Duemila, e tornandoci ho ritrovato un’isola che ha fatto passi da gigante, sia dal punto di vista dell’ospitalità sia da quello della mobilità ciclabile.

Rispetto alla Sicilia, almeno nella zona che ho avuto modo di esplorare, i sardi hanno capito che il turismo slow rappresenta una risorsa da valorizzare e non qualcosa da osteggiare. Le piste ciclabili sono numerose: alcune già realizzate, come quella che collega Sant’Antioco a Carbonia, altre in fase di costruzione, come il tratto tra Teulada e Porto Teulada.

Ma ciò che più mi ha colpito è stato il rispetto verso chi pedala, riscontrato praticamente ovunque.

Ho incontrato tantissimi cicloturisti, ma anche camperisti e motociclisti, tutti accomunati dallo stesso stupore di fronte a panorami capaci di lasciare letteralmente a bocca aperta.

E, parlando di bicicletta, come non soffermarsi sugli scenari mozzafiato e su un mare così limpido da rasserenare la mente ancora prima degli occhi?

Ho pedalato fino a Capo Teulada, immergendomi in una natura selvaggia e incontaminata, per poi visitare un paese ordinato, accogliente e di grande importanza anche dal punto di vista storico.

Sono arrivato a Porto Pino costeggiando un mare che definire cristallino sarebbe quasi riduttivo: un’acqua dai colori incredibili, capace di competere senza alcun timore con le più celebri spiagge caraibiche.

Ho percorso l’intero periplo dell’isola di Sant’Antioco, una sessantina di chilometri… anche se, come spesso mi capita, avevo sbagliato strada. È stata una pedalata impegnativa, soprattutto per il dislivello, ma ripagata da panorami davvero straordinari.

Sono poi sbarcato sull’isola di San Pietro per visitare Carloforte, osservare le antiche tonnare e apprezzare ancora una volta l’ospitalità delle persone, sempre disponibili e pronte a dare una mano.

Ho attraversato in bicicletta anche le saline di Sant’Antioco. Il caldo era davvero intenso, ma la sensazione di pedalare all’interno di un ecosistema così particolare e delicato ha reso l’esperienza unica.

Ho visitato Carbonia, una città nata durante il periodo fascista, oggi pulita, ordinata e, come molte altre realtà sarde, meritevole di essere scoperta con maggiore calma.

Sono arrivato anche a Portoscuso. Probabilmente è stata la pedalata meno piacevole, a causa di un lungo tratto di strada brutta e assolata, ma ho scoperto che il versante opposto offre scorci paesaggistici decisamente più belli.

Infine Calasetta, il classico borgo marinaro dove il bianco domina ogni angolo. Una cittadina elegante e vivace, che negli ultimi anni ha saputo conquistare un successo più che meritato.

Insomma, un viaggio fatto quasi esclusivamente di cose belle.

Le uniche due note meno positive sono state il caldo e i prezzi. Sul caldo c’è poco da dire: fa parte dell’estate mediterranea. Sui prezzi, invece, è giusto essere preparati, perché sono mediamente più alti rispetto alla Sicilia e, in molti casi, anche rispetto ad altre destinazioni italiane. Nulla di insormontabile, ma è bene mettere in conto un budget leggermente più consistente.

Alla fine non posso che ringraziare gli amici che mi hanno accolto. In primis Gioacchino, Manuela, Marco e Lisy, che mi hanno fatto sentire come se non me ne fossi mai andato dalla loro isola. Un grazie anche a Giovanbattista, Rita, Carmelo e Silvio: amici che vedo raramente, ma che ogni volta riescono a farmi capire quanto sia bello ritrovarsi, come se il tempo non fosse mai passato.

Ci tornerò?

Senza alcun dubbio, sì.

Anzi, è già nei miei programmi organizzare un tour molto più approfondito del Sulcis (spinto anche da Michele, un’altro pedalatore seriale) e, perché no, dell’intera Sardegna.

Naturalmente… sempre e soltanto in bicicletta.

per qualsiasi info non esistate a contattarmi

Domenico

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