Da Marina di Pulsano alla scoperta del litorale salentino

Ho sicuramente scoperto un’altra bella regione: la Puglia, o almeno una parte della Puglia.
Sono stato una ventina di giorni nel litorale salentino, con base a Marina di Pulsano, e da lì con un’immancabile bicicletta, prestatami grazie alla generosità di Giacomo, ho esplorato parte della provincia di Taranto.
Marina di Pulsano non è una di quelle mete che trovi ai primi posti delle classifiche cicloturistiche pugliesi. Non è il Salento leccese con le sue piste ciclabili, non è la Valle d’Itria con i trulli. È un posto piccolo, sul golfo di Taranto, con qualche lido, le spiagge libere, e un entroterra che la maggior parte dei turisti non si azzarda a esplorare. Ci sono arrivato senza grandi aspettative. Sono ripartito con oltre quattrocento chilometri sulle gambe e qualche percorso che consiglierei senza riserve a chiunque voglia fare cicloturismo in questa zona.
La prima uscita che ho fatto, e quella che consiglio come primo approccio alla zona, è la salita al borgo di Pulsano. Dal mare si sale verso il paese antico attraverso una strada provinciale tranquilla, con il paesaggio che cambia mano a mano che si guadagna quota: i pini costieri lasciano spazio ai mandorli e agli ulivi, si vedono i primi muretti a secco, qualche masseria. Non è una salita impegnativa, e se lo dico io che di certo non sono amante delle salite, ma si pedala tranquillamente, con le macchine che, a differenza delle mie zone, sono sempre rispettose.
Il paese in sé è piccolo: un castello medievale in buone condizioni, una chiesa madre costruita su una cripta rupestre, qualche vicolo, una piccola zona pedonale, tanti bar dove sostare. C’è anche una pista ciclabile che permette di ritornare verso la zona marina, anche se alla sua fine ci sono una ventina di gradini da fare con la bici in spalla.
Ho fatto poi la strada verso Leporano, ci si arriva percorrendo la litoranea salentina, una strada trafficata ma larga che permette di pedalare con tranquillità, ma sempre con attenzione. Anche qui il solito castello antico, la chiesetta del paese e i bar perennemente affollati dagli anziani del posto.
In direzione opposta da Leporano si giunge, dopo una ventina di chilometri, a Torre Ovo. La strada costeggia il mare e i colori cambiano completamente a seconda del sole: molti lidi, dune di sabbia e anche qualche pezzo di ciclabile ben tenuta.

Un altro giorno mi sono avventurato a Taranto, un’uscita non impegnativa, ma comunque tra andata e ritorno una sessantina di chilometri. L’ingresso alla città merita attenzione estrema: tanto traffico veicolare e la mancata conoscenza dell’ubicazione delle piste ciclabili, di cui comunque la città è ampiamente fornita, mi hanno tenuto sulle “spine”. Ma una volta arrivato nel centro storico tutto cambia.
Il ponte girevole e il suo castello sono imponenti, i vicoletti del centro suggestivi, il mare sempre presente con la sua brezza rinfrescante. Un’escursione che ne vale la pena, coronata da una birra e un panzerotto pugliese, prodotto molto simile al nostro pitone.

E poi Faggiano. Questa è stata l’escursione che mi ha sorpreso di più. Avevo letto poco su Faggiano e sull’entroterra jonico in generale, e devo dire che è un territorio che merita molto più di quanto la sua fama cicloturistica suggerirebbe, che è quasi zero.
Si parte da Pulsano verso nord, si sale gradualmente attraverso gli uliveti: ulivi grandi, antichi, con i tronchi che sembrano quasi delle sculture, ma anche in mezzo a vigneti che si estendono a perdita d’occhio. Si raggiunge Faggiano dopo una ventina di chilometri di strade piacevoli e poco trafficate. Il paese ha un castello normanno, una piazza silenziosa, una sosta che vale la pena.
Il bello vero però sono le strade bianche tra Faggiano e il ritorno verso la costa. Ho tagliato attraverso i campi, affidandomi al GPS e a qualche indicazione presa sul posto. Vigneti di Primitivo, mandorli, qualche trattore fermo, e silenzio quasi totale. Per questo tipo di esplorazione serve una gravel o una MTB: con gomme da strada diventa scomodo, anche se fattibile.
Conclusioni
Marina di Pulsano non è un posto attrezzato per il cicloturismo. Non ci sono velostazioni, ciclovie segnalate, noleggi facilmente reperibili. È un posto normale, da vacanza balneare pugliese, con molti parcheggi per camper e spiagge veramente belle. La bici l’ho trovata grazie alla gentilezza di Giacomo, non so se sia possibile noleggiarla in loco.
Le strade sono in condizioni discrete, il traffico sulle provinciali è gestibile, e l’entroterra è la vera sorpresa di questa zona: offre molto di più di quanto ci si aspetti consultando le solite fonti online.
Se stai cercando un posto sulla costa ionica pugliese da cui pedalare bene, con la possibilità di alternare escursioni serie e giornate al mare, Marina di Pulsano funziona. Non te lo venderanno come destinazione cicloturistica, ma lo è.
Alla fine ho totalizzato oltre 450 km e 2.000 metri di dislivello, chilometri che mi sono serviti per decidere di mettere in cantiere un giro serio di una regione che non credevo così bella.
per info non esitare a contattarmi
Domenico












