Archivi del mese: ottobre 2017

ocio all’OCSE!!!!

OCSE_AdE

Le elezioni nella nostra regione si avvicinano in maniera molto veloce, e la testimonianza è data dalla proliferazione di manifesti (quasi tutti abusivi) sui muri dei nostri paesi.

Tutti si dicono interessati alla sorte della Sicilia, sono preoccupati i vecchi volponi che per una trentina d’anni hanno bivaccato dentro il parlamentino siciliano, ma anche i giovani figli di papà che in quel parlamentino vogliono iniziare ad insediarsi.

Tra tutte le notizie che parlano della sicilia oggi ne voglio commentare una che di fatto ha attirato la mia curiosità.

Di Maio e Cancellieri rispettivamente candidato premier e candidato governatore del Movimento Cinque Stelle hanno oggi chiesto l’intervento dell’’Osce, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, in maniera tale che essa vigili sulla correttezza delle operazione di voto!!!

Praticamente per i grillini la Sicilia è equiparabile ai paesi in cui dittature la fanno da padroni. Fermo restando che i brogli elettorali sono stati una costante, ma non solo in Sicilia, non sarebbe meglio chiedere i caschi blu dell’ONU, o finanche commissariare la Sicilia, almeno fino a quando i siciliani non imparino a votare?

Personalmente infatti credo che piu che brogli, i siciliani dovrebbero imparare a scegliere, perché sono sicuro che i brogli ci possano anche stare (in una piccola percentuale) ma mai quanto la scelta consapevole dei siciliani, di affidarsi sempre alla stessa politica trita e ritrita, che nulla fino adesso ha fatto per la nostra bellissima e martoriata terra.

Domenico

la Catalogna.

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Una regione unita che protesta contro il governo, questo è la Catalogna, regione della Spagna che desidera, vuole e letteralmente combatte per avere l’indipendenza.

Gli spagnoli sono sempre stati accumunati agli italiani, ma in questo caso, indipendentemente dalle ragioni, stanno dando agli italiani una grande lezione.

La voglia di combattere per quello che si crede giusto, una volontà che non sente ragioni, che sfida l’autoritarismo della polizia (altro che quella italiana), che non sente ragioni perché si crede nel giusto.

Con le loro proteste i baschi stanno fornendo al mondo intero la consapevolezza che si può e si deve lottare per ottenere quello che si vuole, una consapevolezza che ormai in Italia si è smarrita da un pezzo.

Una protesta che con lo sciopero coinvolge tutti, anche quei dei pallonari del Barcellona con Leo Messi e compagni pronti ad unirsi agli scioperi generali, e con gli stadi vuoti perché ci sono cose più importanti di una partita di pallone.

Domenico