Archivi del mese: giugno 2017

Fatti non parole!!!

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Molti si domanderanno cosa significa questa fotografia. Essa è l’esempio lampante di come la nostra amministrazione in carica sia di fatto poco efficiente.

La foto si riferisce alla “riasfaltatura” della strada che da Calvaruso va a Serro (una piccola frazione del comune di Villafranca tirrena).

Serro è una frazione che per Wikipedia consta di 130 abitanti, posizionata a circa 250 metri sul livello del mare. La mia domanda è possibile che la strada per Serro viene riasfaltata completamente e il nostro lungomare no?

Non mi interessa se la strada è provinciale, regionale, comunale, statale, etc etc, mi interessa, da cittadino, solamente sapere che su quella strada posso camminare (e bene) in bicicletta, sul nostro lungomare da circa dieci anni posso camminare (e con attenzione) solamente a piedi, soprattutto viste le buche.

Dimenticavo il lungomare di Spadafora stante le promesse del Sindaco doveva essere rifatto a breve, purtroppo per rifarlo serve la pece e non le… solite promesse!!!!!

Domenico

Il diritto a una morte…..dignitosa?

capaci-no-mafia

Tutti dobbiamo avere la dignità della morte, quella dignità che ti dovrebbe far morire nel proprio letto attorniato dai propri cari, tutti ma non le bestie.

Toto Riina è stato il capo della mafia corleonese, la più spietata e quella che si è macchiata di più omicidi.

Omicidi eccellenti (come Falcone e Borsellino) ma anche di persone che non pagavano il pizzo, di forze dell’ordine (Basile, Russo, Dalla Chiesa, giusto per citarne qualcuno) di politici (Mattarella, il fratello dell’attuale capo dello stato) e di altri mafiosi (vedi Bontade), di ragazzini (vedi il figlio di inzerillo) e di gente comune che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In tutti Riina ha messo lo zampino, ci sono state volte che ha premuto il grilletto, altre volte che ha pianificato le stragi, altre ancora che le ha “solamente” ordinate.

Ho letto con attenzione ciò che la Cassazione ha scritto, i supremi giudici parlano di “esistenza di un diritto di morire dignitosamente che deve essere assicurato al detenuto”, un diritto di morire che ormai a 86 anni, nonostante lo spessore criminale deve essere “rispettato”.

Mi domando come milioni d’italiani, non avevano lo stesso diritto le centinaia di persone morte per causa della bestia? Non aveva diritto Nini Russo (un carabiniere) a farsi una famiglia, o Setti Carraro (la moglie di Dalla chiesa) di vivere il suo amore?

Non aveva diritto Falcone di cercare di cambiare l’Italia, o Alberto Giacomelli di godersi la sua pensione?

Tutti dobbiamo avere la dignità della morte….. tutti ma non le bestie.

Domenico

Ps.Per essere coerenti è giusto dire che Riina è stato nel tempo condannato a una VENTINA di ergastoli.