Archivi del mese: dicembre 2015

la destra messinese…

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In questo periodo di Natale tutti sembrano più buoni, io non ce la faccio proprio.
Molti mi dicono come faccio a guardare, io uomo di destra, al movimento cinque stelle. Sono le notizie come queste che mi impongono di farlo.
Questa è la destra messinese, simbolo di una classe politica totalmente scollata dal popolo (popolo che colpevolmente li continua a votare).

Molto scalpore ha fatto la notizia che la destra siciliana, e messinese in particolare, ha chiuso un accordo ufficializzato il 7 dicembre con Francantonio Genovese (il primo a destra nella foto), ex ppi, ex pd, ex carcerato, almeno cosi dice la sua pagina su wikipedia (liberato per scadenza dei termini massima di custodia il 26 Novembre 2015). L’accordo è stato ratificato niente po po di meno che da Gianfranco Miccichè (il primo a sinistra), Miccichè fatto oggetto nel passato di un informativa dei carabinieri per uso di cocaina all’interno del Ministero (tratto sempre da wiki), il tutto alla presenza di Santi Formica (al centro nella foto), conosciuto nel nostro paese per avere l’appoggio di molte persone (anche il mio nel passato).

Fermo restando che solo i cretini non cambiano idea, ma come si fa dico io a decidere di unire il proprio destino a quel Genovese di cui nel passato si era cosi tanto parlato male, e al cui arresto molti avevano esultato? cosa porterà l’ex ppi l’ex pd e l’ex carcerato, nei valori di una destra che ormai è rimasta solamente nei libri di scuola? Come si potrà fare campagna elettorale per una compagine al cui interno ha ex fascisti (o presunti tali) uniti con ex comunisti? quanto ci sono stati a chiudere quest’accordo visto che Genovese il 26 Novembre era arrestato e il 7 Dicembre improvvisamente folgorato dal partito di Berlusconi?

Questa politica la lascio ai politici paesani (o presunti tali ) per quanto mi riguarda continuo a guardare, e lo faccio con attenzione, a quel M5S che al momento è uno dei pochi che guarda con orrore a siffatti personaggi

domenico
ps dimenticavo Buon Natale.

Solo tre parole…

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Siamo partiti con la differenziata un anno fa, esattamente 365 giorni sono passati e la situazione invece di migliorare peggiora. gli spadaforesi non differenziano, e questo era prevedibile (checchè ne diceva l’amministrazione) ma chi doveva insegnare loro a farlo? (l’assessore al ramo cosa fa?) sono state fatte due riunioni e poi? abbiamo scelto la strada delle sanzioni perché il nostro sindaco ha emesso un ordinanza cosa è successo? qualche risposta l’abbiamo avuto dall’articolo della gazzetta, da li abbiamo saputo che in 365 giorni sono stati fatti 3 (TRE) verbali. Ora io non voglio fare il matematico ma se non erro la nostra (come comune) attività sanzionatoria ha trovato effetto una volta ogni 120 giorni circa. Alla faccia del bicarbonato, 1 verbale ogni 4 mesi!!! volete sapere chi, come, quando, dove butta l’immondizia, interpellate chi passeggia il cane (io sono uno di questi) e ve lo dirà, interpellate gli operatori ecologici e ve lo diranno, visionate le telecamere (ma ci sono?) e lo saprete. invece di accampare le solite scuse.

Di certo vi è che da gennaio a giugno di differenziata il comune ha risparmiato 24.000 euro circa, 5.400 li abbiamo però pagati ad un esperto (determine nr. 149 e 444), per il resto ci dobbiamo affidare a quanto detto dall’articolo che posiziona la percentuale di differenziata attorno al 50% (il comune di Poviglio al primo anno di differenziata è giunto al 94% ma… loro sanno come fare).

Domenico

solo tre parole….VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA.

Graziella vive.

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Graziella era nata il 3 luglio del 1968, circa due anni prima di me. Figlia di una Sicilia laboriosa, onesta e corretta. Graziella lavorava per aiutare la sua famiglia, lavorava in nero in un paesino in cui la fortuna era trovare lavoro, paesino tranquillo in cui tutti si conoscevano e il maresciallo dei carabinieri era l’istituzione. Graziella è morta 30 anni fà (12/12/1985), era una sera di inverno fredda, come il cuore di chi ha sparato quei cinque colpi di lupara. La sua morte è stata decisa perché aveva visto, per sbaglio, un documento che non doveva vedere, è morta non per ciò che sapeva, ma perché forse avrebbe potuto sapere. Graziella era stata ritrovata, sepolta, dimenticata, la sua morte era una morte minore, sacrificata sull’altare di collusioni che interessavano molti. Graziella ha trovato giustizia grazie alla testardaggine, alla bravura, all’intuito del fratello, appuntato dei carabinieri che è riuscito a sbrogliare il bandolo di una matassa intrigata, che vedeva il coinvolgimento di mafiosi, pezzi dello stato, gente comune.

Graziella oggi avrebbe avuto 47 anni, sicuramente avrebbe avuto una famiglia, l’affetto dei fratelli e degli amici, avrebbe coltivato il piacere delle piccole cose, avrebbe goduto di una vita che purtroppo gli hanno rubato. Non si vive di ricordo ma senza ricordo sicuramente si muore, quel ricordo che anno dopo anno, molti ma non tutti, continuano ad avere per Graziella.

Ho avuto il piacere, la fortuna e l’onore di conoscere parte della famiglia di Graziella, mi pregio dell’amicizia del fratello Pietro, quel carabiniere che grazie alla sua testardaggine, e alla sua bravura, riuscì a non far morire per la seconda volta una povera ragazza di 17 anni. Ed è per questo che io lo ringrazio, perché paradossalmente grazie al ricordo di Graziella e alla sua giovane vita rubata, possiamo ogni anno dire…..la mafia è una montagna di merda.

Domenico