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Il voto senza …scelta!

regionali

E anche questa volta andremo a votare senza….scegliere.
Si è fatto un gran strombazzare della nuova legge elettorale, alla fine hanno (di nuovo) vinto coloro che impediscono agli italiani di poter scegliere a chi dare il loro consenso.

Probabilmente, anzi quasi sicuramente, la battaglia sarà a tre: un non candidabile, uno che l’ultima volta che è stato votato è stato quando è diventato sindaco a Firenze, e uno scelto online in una votazione che ha avuto prologhi dubbiosi.

Berlusconi, Renzi e Di Maio, tutti e tre accompagnati da una pletora di uomini e donne che non saranno scelti dagli italiani, ma che per la maggior parte dei casi sono stati “messi” li dai segretari.

In un paese serio gli elettori probabilmente li avrebbero mandati a quel paese, in Italia no, in Italia gli sfaccendati della politica hanno ancora il modo di dire la loro.

Ecco perché forse conviene.. andare via.

Domenico

I teatrini spadaforesi….

ars

Dopo le elezioni regionali abbiamo assistito al solito teatrino spadaforese, con molti “politici” paesani (o pseudo politici) che hanno alzato le mani al cielo dicendo che non potevano mantenere le promesse fatte, perché il loro “santo” non era salito in paradiso (vedi ARS).

Chi ne capisce sa che il loro “”santo” in paradiso non ci sarebbe potuto mai salire, visto che la lista dove stava era fortissima e soprattutto vista anche la diminuzione di appeal, spesso dovuto proprio a molti politici paesani (o pseudo politici), che nel passato hanno promesso senza mantenere.

Ma il teatrino imponeva un interessamento plateale e incondizionato e cosi è stato. Il teatrino imponeva ricucire i fili con alcuni ex amici (evviva la coerenza) e cosi è stato. Il teatrino spero adeso imponga un’uscita definitiva (ma cosi non sarà).

E allora continuiamo con i teatrini, d’altronde la politica, quella sbagliata, si poggia su questo e soprattutto su promesse che come nelle migliori sceneggiature non saranno mai mantenute.

Domenico

Le sorprese delle regionali.

ars

Si parlerà molto delle regionali appena concluse, elezioni che sono quelle temporalmente più vicine alle consultazioni nazionali.

Spicca ai miei occhi l’astensione, un astensione che sicuramente ha giocato una parte importante nella vittoria di Musumeci, ma che io intendo come protesta anche verso quel voto di protesta dato ai cinque stelle.

Ed è proprio sul partito di Grillo che vorrei soffermarmi, i grillini hanno avuto un ottimo risultato (a Spadafora sono il secondo partito con circa 500 voti, pochi per un eventuale lista comunale) ma non sono riusciti a portare a casa il risultato.

Con una metafora calcistica, hanno giocato bene ma hanno perso, non entrare dalla porta principale all’ARS nel loro momento di massimo fulgore rappresenta, almeno per me, una sonante sconfitta.

Probabilmente questo sarà il liet motiv anche delle nazionali, con i grillini che potrebbero essere nuovamente rappresentare i vincenti ma perdenti.

Secondo me, ma di certo non sono un politico “serio”, dovrebbero prendere in considerazione l’idea di qualche alleanza, altrimenti saranno sempre all’opposizione, un opposizione che prima o dopo farà stancare anche i militanti più duri e puri.

Altre tre sorprese sono i 17.000 voti del ventunenne, l’esclusione di Santi Formica e l’ingresso di Galluzzo al parlamento regionale. Il primo ha avuto un consenso fuori dal comune, nel futuro si dirà che sono voti del padre-pregiudicato, nel presente hanno contribuito alla vittoria del centro destra. Formica invece almeno per il momento (a meno di assessorati che si dicevano promessi in campagna elettorale) è il grande escluso del parlamento regionale, il problema non sarà per lui ma per le decine di persone che gravitavano attorno a lui, persone che adesso hanno perso il loro referente, persone che sono partite in politica con Galluzzo, persone che di fatto sono state superate, e forse presto saranno dimenticate dalla politica che conta.